martedì 9 agosto 2011

Diario - Estratto dal mio libro


Scusate scusate scusate! Ho abbandonato per un po' questo blog per abbandonarmi totalmente nel dolce far niente. E' da un po' di notti che la notte non dormo, per cui la mia mente pensa e ripensa sui progetti da fare prima della fine dell'estate. Devo fare un cosplay, devo scrivere scrivere scrivere, devo aggiustare il carrellino per le riprese, montare dei video e ultimare un lavoro iniziato con Photoshop. In tutta questa riorganizzazione di idee   impegni da portare a termine (tra i quali ho dovuto rinnovare un mio sito cambiando completamente la grafica), non ho trovato tempo per scrivere qui sul blog. Come da titolo in questo post voglio mettere un estratto del libro che sto scrivendo, ma prima di fare ciò vi dico di cosa parla no?
E'  un libro di genere fantasy. Ok "mio" libro, ma non solo mio! E' un libro che ho condiviso con una mia compagna di classe, e sto scoprendo che è davvero una cosa fighissima scrivere un libro in due! Un capitolo l'uno e ognuno dei due un personaggio diverso.

Quando il mondo umano e delle creature restano tali e ben distinti, 
quando gli umani restano ignari dell'esistenza di draghi e ninfe,
allora si può considerare una normalità? 
I mondi si stanno per riunire
 e cosa è meglio per la nostra civiltà? 
Una ragazza da antiche origini, 
un ragazzo (o quasi), 
alla ricerca del bene comune.

Ok, ho scritto la cosa molto a trailer cinematografico! Ah vabbè ho fatto anche quello! 

Adessi vi lascio ad un estratto di questo libro, ancora senza un nome!
Quella mattina alla fine i due amici si arresero e si impegnarono a studiare. Si fece sera e Antonio rimase a dormire a casa di Simone, parlarono fino alle tre di notte su cosa potesse significare quella stranezza, si sentivano catapultati in un romanzo fantasy. Amo “Harry Potter” e “Il Signore degli Anelli” ma credevano che quelli fossero soltanto il frutto di scrittori pensò Antonio. Simone russava nella stanza. Cavolo qualche volta lo ammazzo. Si sedette sul letto e aprì quel dizionario che aveva sconvolto i pensieri dei due giovani. Lo aprì. Si accorse che dalle pagine del dizionario proveniva una pallida luce che pian piano riempì la camera, quella si fece sempre più forte finchè non riuscì a proiettare sullo specchio dell'armadio dei flussi di energia bianchi e viola che si intorcigliavano tra di loro, Antonio li fissava come ipnotizzato in preda allo spavento e allo stupore. Sullo specchio presero forma due occhi e una bocca, seguirono a quelli altri visi. 
“Umano! Ciao umano! Veniamo in pace da Tyromun!” 
La testa di Antonio si svuotò. Aprì la bocca per urlare, ma non uscì alcun suono, gli occhi sgranati. “Non parli? In effetti è vero non ci conosci, io sono Evor e quelli dietro di me sono i miei compagni, siamo in ventisette quindi forse è meglio che non ti faccia tutto l'appello.” 
A parlare era una creatura dalle orecchie appuntite e dai capelli viola, cortissimi, alti forse un centimetro e mezzo. Lo spazio ignoto dietro di lui rimaneva sfocato anche se si potevano distinguere tanti occhi sfavillanti che lo fissavano incessantemente. Una nebbia in lontananza nascondeva qualcosa. Antonio riuscì a distinguere delle figure tra la nebbia, sembravano tanti unicorni volanti. Non riusciva a capire bene dove si trovassero perchè le figure rimanevano opache sulla superficie dello specchio. “Allora? Piacere! Evor!” una mano uscì fuori da quello specchio, adesso era spettatore di un film in 3D , era una mano molto simile alla sua, non aveva niente di particolare. Quel tizio strano, Evor, riprese a parlare “Non ricambi? Eh vabbè forse da voi non esiste questo gesto...” Nessuna parola da parte di Simone, la sua voce rimase intrappolata in gola, si sentiva paralizzato: mani lungo il corpo e belle salde al letto e occhi spalancati. “Ma ti hanno mozzato la lingua amico? Noi siamo buoni. Vabbè posso anche capire lo spavento, forse non hai mai visto persone come noi. Siamo venuti per chiedere aiuto.” Antonio riuscì a sillabare un sottile “P..perchè?”. “Perchè si amico, perchè i mondi devono diventare un mondo solo, un mondo unico come era destino che fosse, un mondo solo che sia riempito da bene e male, perchè il male non siete solo voi, ma anche noi! Il bene non siamo solo noi, ma anche voi! Entrambi siamo bene e male. L'unione fa la forza come si dice qui! Se stiamo insieme possiamo vivere meglio e imparare a fidarsi l'uno dell'altro! Devi aiutarci, dobbiamo diffondere questo messaggio affinchè gli umani siano pronti, il giorno sta per giungere. Ci aiuterai?”. 
Evor riversò quelle parole con convinzione e fervore da farlo sentire spettatore di una campagna elettorale. Si fece silenzio, riempito soltanto dal russare incessante di Simone. 
“Bene, chi tace acconsente! Tieni qui, ti aiuterà a capire cosa devi affrontare, per cosa devi combattere!” 
Evor gettò per terra un ciondolo bianco attaccato ad una catenella color argento. 
“E' la punta di un corno di unicorno. Buona fortuna Antonio e stai in guardia”, poi la strana creatura ritirò il braccio nello specchio. Apparvero di nuovo i due flussi di energia che spazzarono via la nebbia lontana e poi si rimpicciolirono fino a scomparire. D'un tratto sullo specchio apparve la faccia di un ragazzo tremante dal terrore, “guarda che sfigato questo” pensò, Antonio si grattò la testa e quello sfigato fece lo stesso, “Oh cavolo, sono io”. Ancora stravolto si voltò e si buttò tra le lenzuola.

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