Questo è un monologo che ho scritto l'anno scorso, tratta la storia del libro "Qualcuno con cui correre" di David Grossman. Buona lettura!
Cammino, perché mi va, perché sono le mie gambe che mi stanno costringendo a farlo, non sono mica io che lo decido. E adesso veloci, e adesso lente, i miei piedi scalciano via i ciottoli di questa strada, ancora non asfaltata, creano un rumore fastidioso che mi da alla testa. E non sono certo solo quei
rumori a confondermi, ci sono tantissime altre cose che mi stravolgono la
mente e i pensieri che essa mi contiene, quasi come fossero lattine di
Coca-cola che dietro di me sbattono all’impazzata. Avete presente quel tipo di
rumore? Immaginate un numero infinito di pentole che sbattono tra di loro, e
questo rumore direttamente dentro la vostra testa. Gli amici, o almeno quelli che tu ritieni tuoi amici (e
che forse non lo sono), come se non bastasse, vogliono che mi metta con Dafi, non so se quella ragazza mi piace sul serio, so solo che per
ora non se ne parla, forse sono troppo timido o forse non è lei quella giusta
per un tipo come me. E poi mi sento solo, mia madre, mio padre, sono fuori casa, sono partiti per andare negli Stati Uniti per conoscere il fidanzato di mia sorella e io invece rimango qui, alla solita vita, solo come un cane, o forse è meglio dire solo con un cane? Dinka, un cane che tra l'altro non mi apparteine, corre insieme a me, e sono consapevole del fatto che non è tanto normale correre per strada con un cane, come un cieco che scappa da un manicomio. Le zampate del cane fanno sbattere i ciottoli sull’orlo dei miei jeans come il rumore dei pensieri mi frastorna la mente. Assaf, prova a sfuggirli e vivi la realtà. Si in effetti è vero, mia mamma mi dice sempre: “Assaf, staccati dal quella PlayStation!”. Bene, adesso sono fuori, sto vivendo, nella mia città: Gerusalemme. Una città nella quale le persone forse non si imbattano sul serio su ciò che succede nella vita di tutti i giorni, o forse sono solo io che sono ancora piccolo? Ahi ahi, cara Dinka solo tu ci mancavi. Vi spiego, ieri pomeriggio al municipio, dove lavoro per ora, mi hanno assegnato un lavoro... Devo riportare una cagna, Dinka, alla sua rispettiva padrona. L'altra volta il suo fiuto mi ha portato da Teodora, una monaca che ho incontrato durante questo tragitto, che conosceva la padrona della cagna che, a quanto pare, si chiama Tamar, un ragazza che, se non capito male, è fuggita di casa. Tutti che fuggono... Adesso non chiedetemi perché, io che posso saperne? So solo che adesso sto correndo, per lei, ed è già tanto, credetemi, che sto correndo, e che ho anche qualcuno con cui correre. E' proprio strana la vita, forse sarà l’età, ma ad un certo punto mi sono ritrovato a correre, come se stessi recuperando posizioni in una maratona, come se fossi stato spinto da qualcuno, con forza, che non riesce o non vuole fermarmi! Sarà la vita, una corsa alla vita. Avevo pensato di fare l’avvocato da grande, ma mi sto ricredendo, io a Ronaldo Da Costa faccio un baffo! Non credo nell'amore, non penso perciò che questa corsa abbia "amore" come the end, però non so, adesso non mi faccio sorprendere più da niente, attenzione, non che io stia insinuando qualcosa su me e Tamar, anche perchè non la conosco! Ho il presentimento però che io stia correndo per lei. Dinka corri!

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